Mi sono formato in un percorso di antropologia culturale presso l’università Ca’ Foscari di Venezia a cavallo dei due millenni.
Ho prestato lavoro gratuito presso aziende biologiche per dare una mano e imparare un lavoro che sembrava tentare di dare una risposta alle problematiche ecologiche. Dal 2006 ho aperto un’azienda agricola con la mia compagna Michela, nella quale sperimentiamo progetti di agroecologia. Di fatto abbiamo passato la nostra vita adulta come contadini, vivendo gli elementi naturali ma anche intersecando esperienze politiche culturali dal basso come la ricerca di pratiche di autorganizzazione, resistenza alle grandi opere, controinformazione sugli o.g.m., la promozione della campagna “Genuino Clandestino” per la deburocratizzazione dell’agricoltura contadina e ora la questione dell’accesso alla terra. Non proprietari di nulla, se non dei nostri corpi, rimaniamo espropriati dei campi che conducevamo e abbiamo deciso di resistere rilanciando un progetto di acquisto comunitario di terre per portare avanti i percorsi ecologici da anni intrapresi, continuando così a nutrire le persone, gli animali e il suolo. Per far questo abbiamo deciso di allearci con il Gast Campilonghi e con tutte quelle persone che possono credere in un ideale di agricoltura resistente.
